L’ultimo degli appuntamenti condotti ed animati da Guido Bortoluzzi ha analizzato il business model nel settore della meccanica, partendo anche questa volta da 3 realtà con sede nella Venezia Giulia.  La prima delle imprese è stata Roen Est Spa, rappresentata da Susanna Salvador, export e marketing manager.  Roen Est, con sede a Ronchi dei Legionari (GO) è un’impresa attiva nella progettazione di soluzioni e nella produzione nel settore del condizionamento, della refrigerazione, del riscaldamento e della cogenerazione, la cui struttura è internazionalizzata e fortemente orientata all’export (75% del fatturato verso 50 paesi). Il suo business model combina più elementi. Uno di essi è la customizzazione, con l’attenzione nel saper proporre al cliente le soluzioni più adeguate ai suoi bisogni, combinando le sue esigenze con quelle della generalità dei consumatori. Da ciò il secondo elemento, la fidelizzazione, basata su una relazione che ha il fine di garantire il massimo della qualità del prodotto. E, non da ultimo, la sostenibilità

Fidema Progetti Srl, con sede a Monfalcone (GO) è stata presentata dal general manager Isidoro Forni come un’impresa di engineering che ha sempre diversificato la propria clientela. Opera da sempre nel settore nautico e navale, con una gamma di clienti che spazia dal grande cantiere navale ai cantieri che realizzano yacht e mega yacht. L’abbinamento di competenze tecniche ed utilizzo di tecnologie avanzate (comprensive della stampa 3D) stanno alla base della costruzione di un servizio sempre più connesso con le esigenze specifiche del cliente, caratterizzato da un’elevata propensione alla prototipazione.  Flessibilità e diversificazione, capacità di re-ingegnerizzazione, strategia della coda lunga, hanno portato ad un crescente orientamento verso prodotti di nicchia, promossi su una modalità di comunicazione fortemente basata sulle immagini. Una realtà sulla quale il Covid (a parte lo svolgimento dell’attività in smart working) non ha avuto grandi impatti in termini di business e di prodotti.

Andrea Medessi ha descritto la società goriziana Weker Srl, attiva anch’essa nel settore climatizzazione, air conditioning, i cui prodotti sono destinati anche al settore navale. A differenza di Roen Est, Weker è una realtà di dimensioni piccole, molto internazionalizzata (opera con paesi UE, USA e Nord Africa) e con una produzione molto customizzata –. Un modello di business, quindi, caratterizzato dalla capacità di diversificarsi, seguendo le indicazioni provenienti dai singoli clienti. L’approccio, tipico del modo della subfornitura, abbinato all’apertura alle novità, ha fatto nascere prodotti fortemente orientati verso clienti finali diretti, che l’impresa ha cercato di standardizzare. Le ripercussioni del lock-down non hanno fermato la produzione e le consegne, stimolando inoltre l’impresa a dedicarsi a progetti di medio/lungo termine. L’utilizzo delle tecnologie digitali nei settori tradizionali (e la meccanica è uno di questi) ha aumentato di molto la capacità delle imprese di rispondere in modo sempre più specifico e preciso alle necessità dei propri clienti, anche senza giungere ad una cosiddetta “uberizzazione”. Alcuni esempi sono stati forniti dagli “inviati”. Il primo è stato una startup di Los Angeles, Relativity Space, che con una combinazione dell’uso di 3D printing e intelligenza artificiale riesce a produrre razzi e vettori spaziali. Airlapp, startup di Padova, è specializzata nella realtà aumentata per le aziende ed ha sviluppato una piattaforma in grado di gestire ed elaborare prospetti 3D, con APP utilizzabili anche via smartphone ed impiegate (fra l’altro) nella gestione delle riparazioni. Un interessante esempio di piattaforma B2B è dato da metalli.com, specializzata nel mettere in contatto chi compera e vende esclusivamente metalli, soprattutto riciclati – dando così un contributo alla circolarità nell’economia.      

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