Secondo una ricerca condotta da Espresso Communication, effettuata analizzando abitudini e bisogni del consumatore medio, la durata di vita di un capo d’abbigliamento è inferiore a 160 utilizzi. Questa situazione genera ogni anno 16 milioni di tonnellate di rifiuti tessili nella sola Unione Europea. Inoltre, se nei prossimi anni non ci saranno cambiamenti in questo senso, di qui al 2050 l’industria del tessile sarà responsabile di un quarto del consumo del carbon budget, causando un aumento della temperatura di ben 2°C.

La salvaguardia dell’ambiente è vista come valore aggiunto per il settore Fashion Retail: questo è il dato emerso dal report “The State of Fashion 2019” pubblicato da McKinsey, secondo il quale due terzi dei consumatori mondiali sono disposti a spendere di più pur di scegliere prodotti realizzati con materiali di origine sostenibile.

 

Ecco che nasce il Fashion Renting

Il Fashion Renting, il noleggio di vestiti firmati, rende l’abbigliamento di alta moda accessibile a tutti sia online sia fisicamente nei negozi.

Il Fashion Retail rappresenta un’incredibile opportunità di business per il settore Retail, e si stima che nel 2023 raggiungerà il valore di 1,9 miliardi di dollari (Allied Market Research). Solo negli USA si potrebbe arrivare entro il 2028 a quota 6 miliardi di dollari. Di conseguenza, ecco che nasce una nuova figura professionale: la fashion renter, colei che aiuta la cliente a noleggiare il capo perfetto per ogni occasione, apportando, se necessario, piccole modifiche sartoriali.

La trasformazione digitale, a differenza dei timori diffusi, non sta sostituendo, ma facilitando la vendita in negozio, che detiene ancora il primato dell’80% rispetto agli acquisti online.
L’America è pioniera di questo nuovo trend, che si sta velocemente sviluppando anche in Italia.

 

DressYouCan: una delle nuove idee di imprenditorialità

A Milano nasce una start up innovativa: DressYouCan, fondata da Caterina Maestro.

Online o nello showroom, mamme e figlie prendono in prestito abiti e accessori e li restituiscono dopo averli utilizzati. Capi vintage e di stagione, di grandi firme o di designer emergenti sono noleggiabili con un costo calcolato sul prezzo retail pari al 10-15% di quest’ ultimo.

Con il fashion renting chiunque può realizzare il desiderio di indossare capi d’alta moda per un’occasione speciale o semplicemente risolvere il quotidiano problema dell’outfit da ufficio, affidandosi completamente alle competenze di esperte fashion renter. Inoltre, l’idea di DressYouCan è proprio l’esatto opposto della moda low cost: si focalizza sulla qualità e rende l’abbigliamento di classe alla portata di tutti con prezzi accessibili e con un sistema di noleggio online e offline molto semplice che sta riscuotendo grande successo.

È un fenomeno che si va ad opporre a quello del Fast Fashion, ovvero la produzione degli abiti “usa e getta” che vende a prezzi molto bassi.

Il fashion renting rappresenta un nuovo modo di consumare soprattutto per Generazione Z e i Millennial, i target più attenti alla sostenibilità. Da tre anni a questa parte il concetto di sharing si è allargato e andiamo verso un consumo che non è più originato dal possesso, ma dalla possibilità di poter utilizzare, anche solo per poche ore, un oggetto: ecco che è iniziata l’era dell’experience economy. Invece che spendere i propri soldi in vestiti, gioielli o accessori, si preferisce investirli in esperienze come viaggi o concerti. E per il tutto il resto: c’è il noleggio

 

Il Fashion Retail ha un vantaggio innegabile non solo per il portafogli, ma anche per l’ambiente.