Il mare, il sole, i colori e tante risate hanno accompagnato la giornata di festa e di condivisione tra studenti e docenti delle due nazioni: Italia e la Slovenia. L’evento FestINNO che si è tenuto lo scorso 29 maggio ha visto un susseguirsi di workshop e attività formative all’interno di un’atmosfera molto gioviale e piacevole che hanno coinvolto studenti, ricercatori e imprese.

All’interno della giornata si è inserito il  workshop di Design Thinking in cui gli studenti hanno potuto sperimentare un’attività del tutto innovativa e creativa mettendo all’opera la loro fantasia e immaginazione.

I trenta studenti provenienti dall’Università Ca’ Foscari e dall’Università Primorska, divisi in gruppi, hanno dovuto affrontare una sfida molto difficile ma stimolante: immaginare un acceleratore di imprese transfrontaliero ideale! Agli studenti è stato chiesto di mettersi nei panni di una startup e di provare a pensare a quali elementi potessero essere i più attrattivi per la scelta di un determinato acceleratore di imprese dalla location, ai servizi, fino al programma di accelerazione.

I migliori progetti del Design Thinking

I sei gruppi coinvolti hanno sviluppato progetti molto innovativi e diversi tra loro che hanno fornito interessanti spunti per la definizione di un modello di accelerazione transfrontaliero innovativo.

Tra i progetti sono emersi concetti di network, di scambio di persone, di sostenibilità e di scambio e condivisione tra nazioni e culture differenti.

Il primo di questi progetti più interessanti è quello del gruppo Innomakers che ha interpretato l’acceleratore come un network che ha come principale obiettivo quello di creare nuovi contatti. Il modello di accelerazione ideale è visto come uno strumento che permetta di costruire la collaborazione e lo scambio di relazioni tra fornitori, clienti e investitori. Per aggiungere valore all’acceleratore, le startup all’interno di questo acceleratore ideale, sono accompagnate nel loro programma di crescita e trasformazione da professionisti dotati di competenze e abilità di alto livello specializzati nel miglioramento dell’immagine delle startup al fine di incentivare nuovi potenziali investitori a finanziare i progetti.

Il secondo progetto “Polaris”, in linea con i trend più recenti sulla quarta rivoluzione industriale, interpreta l’acceleratore come un user-centered design accelerator, cioè un acceleratore costruito sui dati raccolti dalle persone. Il primo obiettivo di questo acceleratore è quello di studiare il mercato e i consumatori e di raccogliere big data attraverso interviste, questionari e ricerche di mercato. Questi dati sono destinati ad essere venduti alle imprese (startup e non solo) per sviluppare nuove soluzioni di prodotti e servizi oppure ad essere utilizzati anche internamente per migliorare i propri programmi di accelerazione e fornire un’offerta migliore in base alle esigenze espresse dal mercato.

Il progetto vincitore della sfida di Design Thinking, “Accelerate Europe”, si è meritato la vittoria per la sua attenzione a temi molto attuali come la sostenibilità, ma soprattutto è stato quello che è riuscito più di tutti a mettere in evidenza il concetto di “transfrontaliero” attraverso la creazione di un acceleratore internazionale e flessibile costituito da figure multidisciplinari e internazionali. Esso si rivolge a startup sostenibili e sostenute da un team di persone multidisciplinare, indispensabile a rendere il processo di accelerazione migliore e innovativo inserito. Esso è inserito all’interno di una struttura flessibile costituita da un headquarter europeo e sussidiarie localizzate in paesi europei specializzate nei settori tipici delle nazioni di appartenenza delle sedi, come la moda in Italia, la tecnologia in Germania e l’agricoltura in Macedonia.

La metodologia creativa del Design Thinking è stata di grande stimolo per gli studenti che si sono potuti confrontare e si sono divertiti nello scambio di idee e progetti.

Questo evento, a cui ha partecipato per il primo anno anche l’Università Ca’ Foscari, ha dato la possibilità agli studenti di conoscere nuove persone, di confrontarsi con idee diverse e di condividere un’esperienza che ha generato stimoli e innovazione per gli studenti e per tutti i partecipanti che, senza dubbio, si riproporrà ancora con migliori risultati negli anni avvenire.